La formula di Grimes

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Un’ultima considerazione sul complotto dell’11 settembre non riguarda le sue prove, ma un ragionamento logico matematico che si rifa’ alla teoria di David Robert Grimes, il quale ha formulato un’equazione che mette in rapporto il numero di persone a conoscenza di un complotto con il tempo che questo riuscirebbe a resistere prima che qualcuno lo sveli. In effetti, più persone sono a conoscenza di un complotto, più probabilità ci saranno che qualcuno scelga di parlare per rimorso di coscienza o per interesse, oppure si faccia sfuggire qualcosa per sbaglio o compia degli errori che svelino la cospirazione .

Quindi, presupponiamo che, al di là delle confutazioni fatte fino ad oggi, il complotto sia comunque reale. Vediamo allora a grandi linee quante persone sarebbero state coinvolte in questo complotto o comunque non potrebbero non sapere della sua esistenza per ragioni obiettive:

  • Tutti gli ingegneri e gli architetti del mondo (tranne quei 2000 della relazione) affinché dicessero, contro ogni evidenza scientifica, che le torri potevano crollare per il calore;
  • Tutti i piloti del mondo per fargli dire, contro ogni evidenza scientifica, che la manovra dell’aereo sul Pentagono era fattibile;
  • Un’intera impresa di demolizione per piazzare le cariche esplosive sulle tre torri;
  • Centinaia di persone che sostengono di aver visto l’aereo abbattersi contro il Pentagono;
  • Altre centinaia di persone affinché non dicessero di aver visto un missile Cruise abbattersi contro il Pentagono;
  • Tutti coloro che lavoravano al Pentagono, che hanno accettato di farsi sparare un missile addosso pur di mantenere il silenzio e non dire ciò che è veramente accaduto quel giorno;
  • Tutti i controllori di volo d’America e chiunque fosse in torre di controllo affinché ignorassero le varie anomalie sugli spostamenti aerei;
  • Tutti quelli che hanno recuperato e ascoltato le scatole nere dei quattro aerei;
  • Tutti i soccorritori giunti al Pentagono, per fargli dire di aver trovato resti di un aereo inesistente o comunque diverso da quello reale;
  • Chi eventualmente avrebbe piazzato questi resti davanti al Pentagono, tagliando alberi e lampioni per creare il finto “scenario”;
  • Tutti i presunti morti del volo (non) abbattutosi sul Pentagono per farli stare zitti e non far sapere a nessuno che in realtà da allora vivono nascosti in un buco nel terreno lontani dai familiari;
  • Bin Laden e tutta Al-Qaida per prendersi la responsabilità di un fatto nel quale non avevano alcun ruolo, convincendoli ad accettare una guerra senza quartiere da parte di tutta la Comunità Internazionale (parte dei paesi arabi compresa);
  • Tutte le Nazioni Unite, per aver votato delle “finte” Risoluzioni contro Bin Laden negli anni precedenti ed aver acconsentito alla guerra in Afghanistan;
  • I vertici dell’aviazione militare e il comando del NORAD per ignorare gli aerei-kamikaze;
  • Gli stessi dirottatori, consapevoli che sarebbero morti per la causa di Bush e non per quella di Allah;
  • Tutti i giornalisti del mondo che hanno ripetuto a pappagallo la versione ufficiale senza fare ulteriori verifiche;
  • Tutti i giudici, i procuratori, gli avvocati, gli inquirenti e i vari periti ed esperti di tutte le parti che hanno preso parte alle successive indagini sull’accaduto;
  • Tutti gli amici e i parenti delle persone qui elencate, perché non si può ignorare neppure il rischio che le persone coinvolte si facessero scappare (nell’intimità familiare) qualcosa sul complotto, creando la probabilità che amici e parenti spifferassero eventualmente la verità negli anni successivi.

Come potete vedere, si tratterebbe di qualche centinaio di milione di persone. Ammesso che tutto ciò potesse essere davvero possibile: quanto ci avrebbe messo un complotto del genere a venire svelato? Secondo l’equazione di Grimes, probabilmente poco più di 10 minuti. E quanti miliardi sarebbe costato, e costerebbe tuttora, tenere in piedi una congiura simile? Una cifra certamente imparagonabile a qualunque somma che gli USA avrebbero guadagnato invadendo l’Afghanistan.

E tutto questo quando, ricordo, per invadere l’Afghanistan sarebbe bastato fare come per l’Iraq, cioè andare all’ONU e dire “Quelli hanno le bombe chimiche!” e invadere il Paese in ogni caso, tanto gli USA hanno il potere di veto nel Consiglio di Sicurezza e nessuno può fargli niente.

Davvero per voi tutto questo avrebbe senso? 
A voi le considerazioni conclusive.

P.T.