Parte V di VI

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Eccoci con il quinto argomento della logica dei troppi sul perchè i complotti globali non esistono.

Come dimostrato negli articoli precedenti, i complotti a pretesa globale coinvolgono necessariamente centinaia di migliaia, se non milioni di persone. Abbiamo già visto le problematiche connesse con la necessità di corrompere tutti e di sperare che nessuno di loro parli o si faccia sfuggire qualcosa; abbiamo anche considerato i rischi che il complotto venga svelato da chiunque abbia qualche competenze nel settore. Un altro aspetto logico della questione sta nel fatto che è assurdo pensare che tra tutti costoro, e tra tutte le operazioni necessarie per realizzare quel complotto, nessuno compia qualche errore. Insomma: i complotti globali hanno troppi errori, quindi sono impossibili.

Quanto è difficile realizzare un complotto: l’esempio dell’assassinio dell’Arciduca d’Austria

Per chiarire cosa intendo con il fatto che i complotti globali hanno troppi errori racconterò un complotto storicamente molto conosciuto perché aprì le ostilità della Prima Guerra Mondiale: l’assassinio dell’Arciduca Ferdinando d’Austria. Tale attentato ci mostra come anche un complotto di facile realizzazione (era un semplice omicidio) vada necessariamente incontro a numerose variabili.

Il che dimostra come portare a termine con successo un complotto sia tutt’altro che semplice perché difficilmente tutto fila esattamente secondo i piani previsti.

Cosa è accaduto?

Qualcosa va sempre storto…

Un gruppo indipendentista serbo, chiamato “Mano Nera”, aveva deciso di assassinare il futuro erede al trono d’Austria, che controllava anche la Serbia. Per farlo approfittarono della visita dell’Arciduca alla città di Sarajevo; gli anarchici assoldarono ben 6 assassini, per evitare che qualcosa andasse storto o che qualcuno di loro si tirasse indietro all’ultimo momento. Questo perché gli stessi attentatori avevano già previsto che le cose potevano non andare esattamente come progettato.

In ogni caso, mentre le auto dell’Arciduca attraversavano la città, i primi due assassini erano appostati tra la folla, ma non spararono; forse per paura, forse perché impossibilitati a prendere efficacemente la mira. Il terzo attentatore, armato di bomba a mano, invece agì; tuttavia sbagliò la mira e la sua bomba rimbalzò sul cofano della quarta auto (l’Arciduca era nella terza), ferendo parte della scorta e alcuni civili. Scattato l’allarme, l’Arciduca fu portato al sicuro mentre l’attentatore che aveva lanciato la bomba veniva malmenato dalla folla e catturato. Gli altri tre, che ancora non avevano agito, furono invece costretti a fuggire.

A quel punto, il pericolo sembrava passato; l’Arciduca decise così di non fermare il suo giro e di riprendere la marcia verso l’ospedale di Sarajevo.

Ma non era finita. Ironia della sorte, la sua auto passò davanti ad un bar proprio mentre uno dei tre attentatori fuggiaschi (lì rifugiatosi dopo il fallimento dell’attentato) usciva sulla strada e si trovava di fronte l’Arciduca in persona; senza pensarci due volte, tirò fuori la pistola e fece fuoco sull’Arciduca e la moglie, uccidendoli entrambi.

I complotti globali hanno troppi errori

Come visto, un complotto che consisteva semplicemente nell’uccidere un soggetto si rivelò più complesso del previsto e per poco non fallì, proprio per via di tutte le variabili che entrano in gioco in un’operazione segreta.

Pensiamo ora, per un attimo, al complotto delle scie chimiche; da ormai 60 anni le compagnie aeree (o chi per loro) acquistano materiale tossico (bario e alluminio), lo introducono negli aeroporti, installano nelle strutture per rifornire quotidianamente gli aerei di quelle sostanze, montano sugli stessi aerei delle cisterne per contenerle, irrorano i cieli di tutto il mondo ad ogni ora del giorno e della notte. Eludono qualunque forma di controllo, qualunque sguardo indiscreto in ogni aeroporto del mondo, ogni giorno, da 60 anni.

E nessuno in tutto questo tempo, pur agendo nell’ombra ogni giorno in ogni parte del mondo, sbaglia qualcosa, commette un errore, si lascia scappare una verità, una foto, lascia aperto inavvertitamente un hangar o una installazione di sostanze tossiche. Nessuno mai per nessuna ragione. Vi pare logicamente possibile?

La contraddizione logica dei complottisti: i complotti globali sono impossibili da svelare, ma loro ci riescono sempre

Il fatto che i complotti globali hanno troppi errori ha però anche un rovescio della medaglia. Secondo gli stessi complottisti, infatti, da un lato questi sono orditi da persone molto influenti, esperte, capaci di tutto e in grado di corrompere e costringere al silenzio tutti, che studiano gli aspetti del complotto in ogni particolare per tenerlo nascosto per decine di anni; poi, però, compiono degli errori banalissimi e madornali, tali che qualunque internauta è in grado di riconoscerli e svelarli diffondendo delle foto o dei video su YouTube.

i complotti globali hanno troppi errori

I complottisti, infatti, sostengono di avere le prove del complotto molto spesso ricorrendo a dei palesi errori nell’inscenare il complotto stesso.

Ma si tratta di errori talmente banali da farci dubitare delle capacità cerebrali di chi lo ordisce.

Un esempio sono le foto scattate durante la missione lunare. Secondo i complottisti sarebbero palesemente false per via delle ombre proiettate sul terreno dai soggetti delle foto. Vi pare logico che la NASA, che investe miliardi per costruire un finto razzo, corrompe tutti – compresi i servizi segreti russi –per non far svelare il complotto, coinvolge e corrompe centinaia di migliaia di persone per fingere il lancio, corrompe tutta la stampa mondiale e crea ad arte un set cinematografico studiandolo nei minimi particolari per non destare alcun sospetto, poi si dimentichi di cancellare delle ombre dalle foto e le faccia circolare tranquillamente per il mondo? E che nessuno si sia scandalizzato per delle foto simili in 60 anni, e lo faccia solo adesso?

Se da un lato è impossibile pensare che in un complotto globale e pluridecennale nessuno compia qualche piccolo errore, è allo stesso tempo impensabile che chi progetta simili cospirazioni, ben consapevole delle difficoltà connesse con il tenere all’oscuro il nemico e nonostante l’entourage di esperti che necessariamente lo supporterebbero, commetta degli errori così madornali che chiunque, anche un semplice internauta del tutto inesperto in quella materia, possa accorgersene.

Contraddizioni logiche: il complotto è facile da svelare o no?

Considerato che, tra l’altro, il complotto sarebbe svelato con estrema facilità da un uomo comune, ma allo stesso tempo mai scoperto da tutti gli esperti, i servizi segreti, i militari, i politici e i ricercatori di tutto il mondo dell’ultimo mezzo secolo.

Se ritieni di aver svelato un complotto globale semplicemente vedendo una foto o guardando un video su YouTube, mentre in 50 anni non ci
è mai riuscito nessun esperto (nessun membro dei servizi segreti di qualche Paese, nessun militare e nessun politico del mondo), prova a considerare l’ipotesi che, probabilmente, sia TU quello che si sta sbagliando.

P.T.