Parte IV di VI

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Il quarto argomento della “logica dei troppi” è l’ennesimo elemento che dimostra perché i complotti globali non esistono: troppi rischi sarebbe necessario correre, troppe variabili, troppe difficoltà di realizzazione.

Quando un complottista sostiene la validità di una cospirazione lo fa, come visto, spinto dal WYSIATI e dal bias di conferma, nel continuo tentativo di individuare prove e argomenti che siano coerenti con la teoria del complotto; lo fa però verificando quelle prove una ad una, senza uno sguardo di insieme che gli permetterebbe di individuare altri elementi collaterali che renderebbero la sua ricostruzione completamente insensata o impossibile.

Uno degli elementi che troppo spesso sfuggono ai complottisti è appunto l’analisi dei rischi.

In effetti, il complottista parte sempre dal presupposto che questa “cricca di potenti” decida le sorti del mondo a tavolino ed abbia, competenze, mezzi e influenze per poterlo fare impunemente. In realtà, anche prendendo per vero questo assunto, ci sono altri fattori da considerare.

Infatti è teoricamente plausibile che i “poteri forti” possano inscenare un avvelenamento di massa coi vaccini attraverso accordi sotto banco che non scopriremmo mai; quello che non è plausibile è che possano tenerci nascoste anche le modalità. Questo perché i complotti globali non si limitano a coinvolgere questioni “politiche”, ma inevitabilmente entrano in contatto con materie scientifiche, come tali verificabili sperimentalmente.

Chiunque abbia le conoscenze può svelare il complotto: troppi rischi

In questo senso, essi andrebbero a toccare anche aspetti scientifici, ossia circostanze che coinvolgono dati obiettivi e verificabili. Per questo, è impensabile riuscire a inscenare un complotto senza che nessuno degli esperti in quella materia di tutto il mondo se ne accorga. E in ogni caso, le possibilità che questo accada non sono prevedibili e gestibili su scala mondiale da nessuna organizzazione.

i complotti globali non esistono: troppi rischi

Prendiamo appunto il presunto complotto dei vaccini contaminati.

I vaccini sono sottoposti a ferrei controlli che durano una ventina di anni prima che siano messi in commercio. Inoltre esistono esami, che qualunque medico ricercatore può svolgere, per individuare il loro contenuto specifico oltre che per verificarne le conseguenze sull’organismo umano. Le analisi coinvolgono materie come la chimica e la biologia; come tali, non possono essere contraffatte in quanto verificabili con dati obiettivi da chiunque nel settore possegga le conoscenze e la strumentazione. Chiunque nel mondo, ci tengo a ricordare.

Se un vaccino contenesse una sostanza tossica, questa avrebbe una composizione chimica individuabile e riscontrabile con delle analisi. Per questo, non c’è modo di ritenere che un vaccino contaminato possa superare gli anni di controlli preventivi e tutte le eventuali verifiche successive senza che nessuno degli esperti se ne avveda.

E’ impossibile eludere tutti i controlli e i controllori

Un contaminante può sfuggire a uno, due, dieci ricercatori, o eludere un macchinario in ipotesi non abbastanza sofisticato. Ma in alcun modo potrebbe superare tutti i controlli cui i vaccini sono sottoposti, in tutto il mondo, ogni giorno, da decenni.

Certo: salvo dare per presupposto che tutta la comunità scientifica mondiale sia coinvolta nel complotto. Ma in quel caso sorgerebbe il problema connesso con la formula di Grimes e la necessità di corrompere tutti per non svelare il complotto. Per questo, in ogni caso, il complotto sarebbe insostenibile. Questo è il motivo per cui i complotti globali non esistono: troppi rischi.

Tutti i complotti globali sono impeditivi

Non dobbiamo poi dimenticare che praticamente tutti i complotti globali, in un modo o nell’altro, coinvolgono materie scientifiche e prove verificabili.

Discorso che vale ad esempio per il complotto delle scie chimiche (ambientalisti, meteorologi, analisti, piloti, ingegneri: qualcuno di loro non potrebbe non scoprire il piano di irrorazione con sostanze analizzabili e verificabili); per la terra piatta (anche in questo caso sarebbero decine le categorie in grado di scoprire la verità); ma anche l’11 settembre (il crollo delle torri, le traiettorie degli aerei o la combustione del carburante sono dati verificabili dai vari esperti).

Stando così le cose, i rischi che il complotto sia svelato sono altissimi, praticamente impeditivi. Complotti del genere verrebbero cioè necessariamente svelati in poco tempo.

Per questo nessun potente della terra accetterebbe di sottoporsi ad un così elevato rischio di essere scoperto. Possono insomma organizzare un complotto, ma non possono matematicamente prevedere tutte le possibili variabili che potrebbero portare qualcuno non coinvolto a svelare la cospirazione con una semplice analisi scientifica.

Cercare di far credere a migliaia di matematici che 1+1 fa 3 non è una buona idea, perché i matematici sanno fare di conto.

I complotti globali non esistono: troppi rischi

Di conseguenza, non posso certo affidare le sorti di un complotto mondiale semplicemente alla speranza che nessuno degli esperti faccia una semplice verifica con gli strumenti e le conoscenze che ha a disposizione.

I complotti globali comportano troppi rischi: se un piano cospiratorio ha un’elevata probabilità di essere svelato, metterlo in pratica comunque costituisce una pazzia, che nessun potente della terra (così scaltro, attento e ben consigliato) sarebbe disposto a fare.

Soprattutto se, come vedremo nel prossimo articolo, esistono sempre sistemi molto più semplici per ottenere gli stessi risultati.

P.T.